La Basilica torna a risplendere: 17mila visitatori con il restauro

03/07/2019

“Recupero innovativo con le nuove tecnologie”. I numeri del boom

Più di 17mila persone in due anni sono salite sull’impalcatura che copre la facciata di Santa Croce.

Un successo importante che fa di Santa Croce un modello che già altre realtà in Italia stanno seguendo. Questo è solo uno degli aspetti che hanno reso innovativo il cantiere della basilica.

“Abbiamo messo in piedi un protocollo operativo – spiega Giovanna Cacudiper poter risolvere le problematiche lapidee e statiche che riguardavano proprio la pietra leccese”.

“L’intervento di restauro degli anni Ottanta – prosegue l’architetto – è stato fatto secondo le conoscenze dell’epoca e con i materiali allora a disposizione come il silicato di etile, che solo dopo si è capito che confliggeva con il materiale lapideo di natura calcarenitica, come la pietra leccese.

Come si è deciso di procedere questa volta?

Proprio per impedire che gli eventuali restauratori del futuro incorrano nelle stesse difficoltà, è stato utilizzato il BIM (Building Information Modeling, Modello di informazioni su un edificio).

“Un sistema di traccia, una documentazione, per la prima volta applicato ad un cantiere di restauro – aggiunge Cacudi – che permetterà negli anni a venire di conoscere tutti i dati sull’intervento che abbiamo effettuato.

Per noi, infatti, è stato difficile reperire notizie sul restauro precedente. Lasciamo insomma ai posteri una mappatura che servirà anche a chi vorrà solo studiare e capire cosa è stato fatto in questa occasione”.

Quotidiano Di Lecce

03 Luglio 2019 di Ilaria Marinaci