Palazzo Falier – Venezia

PALAZZO FALIER A VENEZIA

Palazzo Falier Canossa è una costruzione gotica, probabilmente della prima metà del XV secolo, che ha subito numerose modifiche in tempi diversi non ultime quelle ottocentesche che videro l’aggiunta dell’ultimo piano: caratteristiche uniche sono le due logge coperte, o liagò, ai lati della pentafora archiacuta centrale, che si ergono a filo del Canal Grande poggiando sulla facciata dell’edificio che risulta pertanto arretrata. Si è supposto che tali elementi fossero un’aggiunta ottocentesca: in realtà essi sono le uniche strutture di liagò quattrocentesco aggettanti, ben rappresentati nei dipinti di Vittore Carpaccio, esempi della particolare tipologia costruttiva, un tempo assai diffusa, dove si svolgeva piacevolmente parte della vita familiare essendo spazi molto luminosi e arieggiati.

Il palazzo è appartenuto per alcuni secoli ai Falier, antica famiglia patrizia che risulta stanziata nella contrada di San Vidàl dove appunto sorge l’edificio, fin dal IX secolo. Nel 1929 la famiglia Canossa acquistò il Palazzo avviando importanti lavori di ristrutturazione. Nel suo affaccio sul Canale al piano terra il Palazzo è dotato di uno scoperto con giardino risultante dall’arretramento della facciata rispetto ai corpi dei liagò.

Palazzo Falier presenta nelle sue quattro facciate uno stato di degrado avanzato. La facciata principale, che si rivolge sul Canal Grande, mostrava diffusi e molteplici fenomeni di degrado sia sulle lastre e blocchi in materiale lapideo della parte inferiore del prospetto, sia sugli intonaci della parte superiore della struttura.

L’intonaco moderno che campeggia nella porzione superiore del prospetto a rivestimento di un’ampia porzione muraria vedeva la sua superficie, in gran parte dilavata generando macchie di colore sugli elementi lapidei circostanti. Molteplici erano le lacune e le colature, in corrispondenza delle quali l’intonaco mostra il suo colore originario. I laterizi erano caratterizzati da erosione e decoesione, in alcuni casi sono polverulenti e abbondantemente esfoliati.

L’intervento di restauro è stato di tipo conservativo, la cui etica è stata dettata dal principio del minimo intervento, operando in maniera non invasiva sul bene per garantirne una corretta tutela e valorizzazione.

Il restauro ha avuto lo scopo della messa in sicurezza delle facciate dell’edificio e la conservazione dei caratteri storici e peculiari danneggiati dal tempo.

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